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sabato 30 marzo 2013

Pan Colomba Brioche... e buona Pasquetta!

A pasquetta è di rigore la gita fuoriporta. Non importa che piova o ci sia il sole, ogni anno ci si organizza sempre per la scampagnata, come se fosse piena estate. E chiaramente si preparano i viveri da picnic: di tutto e di più, compresi gli avanzi di Pasqua con l'immancabile colomba riciclata. Beh io riciclo, si fa per dire perché l'ho preparata appositamente, la colomba della colazione di Pasqua. Un bella, grande, deliziosa colomba salata da farcire e condividere con gli amici... ah non dimenticate il coltello grande per dividerla :)
Ingredienti ed esecuzione qui.... e buona pasquetta!

Pan Colomba Brioche... e buona Pasqua!

Per la colazione di Pasqua quest'anno ho voluto sulla tavola tutti i cibi simbolo della tradizione: le uova prima di tutti, gli affettati e la colomba. Invece della colomba dolce però, ho voluto sperimentare una ricetta salata. Volevo un impasto facile da realizzare, da poter preparare e infornare tranquillamente un giorno prima, senza impazzire per una settimana, e che ricordasse, per consistenza e aspetto, la colomba classica. L'impasto è simile a un panettone gastronomico, come il pan brioche o il pan canasta. Farcito con le uova e il salame corallina è delizioso e accompagna i sapori senza coprirli.
Ho realizzato delle colombe monoporzione utilizzando i contenitori classici piccoli, quelli da 100 grammi. In questo modo ogni commensale potrà farcire la propria come desidera e gustarla... dalla testa alla coda :)
Buona Pasqua a tutti!
P.S.: con le quantità date sotto, ho realizzato due colombe piccole e una più grande, da 750 grammi, da farcire per il pic nic di Pasquetta.

Ingredienti:
525 g di farina
150 g di burro
6 uova
mezzo bicchiere di latte
1 cucchiaio di zucchero
1 bustina di lievito di birra liofilizzato
due pizzichi di sale
fiocchi di avena
semi di girasole
semi di papavero

In una ciotola capiente mettete la farina e mescolata con il lievito (oppure seguite le indicazioni sulla confezione del lievito se diverse). Unite tutti gli altri ingredienti e lavorate l'impasto con energia per qualche minuto, fino a che risulti ben amalgamato, senza grumi e abbia preso consistenza. Dividetelo nei contenitori e metteteli a lievitare, coperti da pellicola e da un panno, in un luogo tiepido, per almeno due ore. Accendete il forno, scoprite le colombe, cospargetele con i fiocchi e con i semi, e infornatele a 175° per 30' circa, finché saranno ben dorate in superficie. Fatele raffreddare e farcitele a piacimento.

Note:
- si conservano per paio di giorni avvolte in un foglio di alluminio e un panno. Se le conservate per più giorni potrebbero risultare un po' asciutte.

domenica 23 dicembre 2012

Panettone senza latte e burro

Che voglia di panettone ma con il quantitativo di burro che contiene il panettone tradizionale, per me è sempre un sacrificio e per molte persone un vero dolce proibito.
Quest'anno ho deciso di sperimentare. Ho cercato di provare la ricetta tradizionale del panettone ma sostituendo il burro con un olio di semi. Certo so che non è esattamente la stessa cosa ma volevo ottenere un dolce più simile possibile a un tradizionale panettone. In commercio ci sono parecchi prodotti confezionati senza latte e derivati ma devo dire che non sono una gran colsolazione.. meglio provare a farlo da sé. Riuscirò nell'impresa? Ho pensato: "è un'impresa assurda! Ci vogliono tantissime ore di lavoro... forse lascio perdere, ho così poco tempo.. andrà a finire che ci lavorerò di notte :( "
Invece devo dire che con un po' di organizzazione sono riuscita a cavarmela. Ho adattato un poco i tempi di lievitazione ai miei orari e semplificato un poco la ricetta, e non è andata male.
Il risultato è stato un panettone ben lievitato e alveolato anche se non molto elastico... comunque una bella soddisfazione!

Ingredienti
ricetta tratta da: "Grande enciclopedia illustrata della gastronomia"

per la biga
90 g di farina forte
1 g di lievito secco
75 g di acqua
1 cucchiaino di malto d'orzo (o miele)

per il panettone
400 g di farina
130 g di olio di semi
130 g zucchero
4 cucchiai di acqua
1 uovo intero
3 tuorli
100 g di uvetta
60 g di cedro candito
2 arance non trattate
sale

1° impasto
200 g di farina
70 g olio di semi
70 g zucchero
1 uovo

2° impasto
200 g di farina
60 g di olio di semi
60 g zucchero
3 tuorli
100 g uvetta
scorza di 2 arance

per la glassa
1 albume di un uovo piccolo
80 g di zucchero
40 g di farina di mandorle
10 g di amido

Iniziate con la biga, mescolando, in una ciotola, 60 g di farina con il lievito secco (1 grammo corrisponde a circa mezzo cucchiaino da caffé). Aggiungete 50 g d'acqua, il malto e impastate. Coprite con pellicola e lasciate lievitare per 8 ore, in luogo protetto (io l'ho messo nel forno con sportello chiuso e spento)
Trascorso il tempo, sarà aumentato notevolmente di volume e areato.
Rinfrescatelo reimpastandolo con 30 g di farina e 25 g di acqua a temperatura ambiente.
Lasciatelo lievitare per 6 ore poi procedete con il primo impasto
Sistemate gli ingredienti nella ciotola e unite la biga. Impastate gli ingredienti molto bene e a lungo facendo amalgamare la biga e il resto fino a ottenere un impasto omogeneo e ben elastico
Se avete l'impastatrice sarà tutto molto più semplice: programmatela per impastare per 5 minuti circa.
Coprite la ciotola con la pellicola e lasciate lievitare per 6-8 ore, dopodiché avrete un impasto molto areato

Proseguite con il secondo impasto: aggiungete gli ingredienti del secondo impasto e ripetete l'operazione per amalgamare i due impasti. Ora mettete l'impasto direttamente nel contenitori da panettone (io l'ho diviso in due parti e l'ho messo in due contenitori da panettone da 500 g ma se volete potete usarne uno da 1 kg).
Fate lievitare  per 6 ore senza coprire con pellicola in modo che formi una "pellicina" che reggerà la glassa.
Preparate la glassa mettendo tutti gli ingredienti in un mixer, così come ci insegna Cranberry, a cui mi sono ispirata, nel suo post su come realizzare il panettone glassato tradizionale.
Quindi disponete la glassa sulla superficie del panettone, decorate con mandorle se volete (si vede che io le avevo finite? :() e infornate (sul piano basso) per 10 minuti a 200° C. Poi portate la temperatura a 175° e cuocete ancora per 45 minuti circa.
Una volta cotti, fateli raffreddare a testa in giù per almeno 8 ore. Questa operazione è in genere fatta trafiggendo la base del panettone con due ferri, tipo quelli della calza, e mettendolo in un contenitore che possa tenerlo sospeso. Io, più semplicemente, ho usato dei contenitori un poco più grandi del peso previsto, quindi l'impasto non ha raggiunto la superficie e li ho potuti girare senza rovinare il panettone.

I tempi di lievitazione possono essere un po' dilatati o ristretti per essere adattati ai propri orari ma non quelli l'ultima lievitazione.
Mettete il panettone in un sacchetto di plastica e chiudete. Si può conservare per alcuni giorni... e tanti auguri a tutti!

mercoledì 4 aprile 2012

Piccole (quasi) pastiere

Quando arriva Pasqua uno dei miei primi pensieri è la pastiera napoletana. In particolare ricordo una pastiera buonissima che faceva una vecchia vicina di casa. Era la classica, vera pastiera casalinga con tutti gli ingredienti e tutto il cerimoniale per la preparazione. Ore e ore passate nell'allestimento di un dolce che richiede una cura e perizia particolari. Preparare il grano, passare la ricotta al setaccio, il giusto aroma di fiori d’arancio e cosa più delicata di tutte, la “frolla” che conterrà tutto il ripieno. La difficoltà è data dal fatto che non si tratta di una normale frolla ma di una pasta molto friabile e delicata che deve essere stesa con molta attenzione perché deve essere molto sottile. Ricordo che la vicina la stendeva tra due fogli di pellicola. Era un’operazione che alla fine della giornata ti dava il colpo di grazia ma era necessaria. Da lì in poi non sono più riuscita a mangiare una pastiera con il guscio troppo alto o troppo duro o tipo crostata. Facendo sempre i conti con il tempo che manca, quest'anno farla non è pensabile … però ma non mi andava di rinunciare al sapore della ricotta con il grano e tutto il resto (una volta l’anno in barba all’intolleranza). Quindi ho pasticciato, sperimentato e alla fine ho tirato fuori un surrogato (i puristi della pastiera mi odieranno) che si prepara in pochi minuti… a mali estremi, estremi rimedi! E posso dire di essere più che soddisfatta: grande gusto in poco tempo :D
Buona Pasqua a tutti!

Ingredienti
(4 monoporzioni)

210 g di grano cotto
100 g di zucchero
250 g di ricotta
1 uovo intero
1 tuorlo
2 cucchiai di canditi
1/2 fialetta di aroma fior d'arancio
zeste di mezza arancia
1 pizzico di vanillina
1 pizzico di cannella (facoltativo)
1 pizzico di sale
vaschette in alluminio monoporzione
burro e farina per le vaschette

In una ciotola amalgamate la ricotta con lo zucchero. Unite il grano e lavorate bene. Aggiungete i canditi, la buccia d'arancia grattugiata, la vanillina, la cannella, il pizzico di sale e mescolate tutto. In ultimo mettete l'aroma di fior d'arancio e le uova e finite di lavorare bene. Imburrate e infarinate le vaschette, versatevi il composto (riempiteli non oltre la metà perché in cottura il composto si gonfia molto) e infornate a 170° per 75', fino a quando saranno ben dorati. Sfornateli e fateli raffreddare completamente prima di servirli.

mercoledì 22 febbraio 2012

Polpette al sugo

Che dire delle polpette al sugo, quelle della mamma, quelle che faceva la nonna. Il vero comfort food italiano. Questo è uno dei piatti che più mi ricorda l'infanzia. Le polpette sono sempre stato il trucco per far mangiare volentieri la carne ai bambini. E con il sugo la vostra mamma non vi condiva la pasta? La mia sì, gli spaghetti... e aveva risolto primo e secondo! Così semplici e così speciali. In realtà non è un mistero che le migliori ricette della nostra cucina siano nate dalla fantasia delle nostre nonne per "tirar fuori" qualcosa di buono con pochi ingredienti, spesso poveri. La carne non è sempre stata così presente, come ai giorni nostri. Era un ingrediente costoso, che le famiglie non potevano permettersi tutti i giorni o in abbondanza. Unirla al pane era un modo per aumentare le quantità e sfamare tutta la famiglia.
Oggi le polpette sono un culto. Si possono preparare in mille modi e maniere. Con la carne, con il pesce, i legumi, con le verdure (come quelle con le melanzane) o anche solo con il pane. E poi fritte, al forno, al sugo (appunto), al vapore, e chi più ne ha, più ne metta... e qui la rima cadeva perfetta ma andiamo alla ricetta :P
Questa è la versione casalinga più semplice.

Ingredienti:
(2-4 persone)

400 g di carne macinata
mezza cipolla o 1 cucchiaio di verdure per soffritto
250 ml di passata di pomodoro
4 fette di pane casereccio (mollica)
4 cucchiai di grana grattugiato
1 uovo
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
prezzemolo
sale

In una ciotola mettete la carne macinata, la mollica sbriciolata, l'aglio e il prezzemolo tritati, l'uovo e il formaggio. Aggiungete un pizzico di sale e impastate bene tutti gli ingredienti. In un tegame mettete due cucchiai d'olio e fate rosolare la cipolla tritata o un cucchiaio di soffritto. Versate la passata di pomodoro, mescolate e portate a bollore. Nel frattempo preparate le polpette e rosolatele velocemente in una padellino con un filo d'olio (devono solo prendere colore e non cuocere).









Mettetele nel sugo, fate riprendere bollore e aggiungete un bicchiere d'acqua. Cuocete le polpette per almeno 30 minuti (anche oltre) facendo restringere il sugo (se necessario aggiungete ancora un po' d'acqua). Servitele calde o tiepide... e buona scarpetta!

note:
- se avanzano, il giorno dopo, riscaldate, sono forse ancor più buone.
- si possono surgelare, insieme al loro sugo, per averle sempre pronte.
- sono un ottimo modo per riciclare gli avanzi di carne.

martedì 3 gennaio 2012

Ravioli di lenticchie con ragù di cotechino

Buon anno a tutti! Siete preparati per un nuovo anno? Avete pronti i soliti buoni propositi? E quanti avanzi avete nel frigorifero? Come quasi tutti gli anni, a me è avanzato il cotechino con le lenticchie. Di solito li riscaldo soltanto, contenta di avere un pasto pronto velocemente ma stavolta volevo qualcosa di diverso, anche se non sapevo come elaborarli. Poi ho pensato di fare qualcosa di insolito per me: infilare le lenticchie in un raviolo e condirlo con un ragù di cotechino. Certo l’idea del pasto veloce l’ho proprio dimenticata: ho dovuto fare la pasta all’uovo, preparare il ragù, il ripieno ma almeno le lenticchie e il cotechino erano già cotti. Ad ogni modo sono molto soddisfatta del risultato. Un modo diverso per recuperare gli avanzi.

Ingredienti:
(per 2 persone)

250 g di sfoglia di pasta all'uovo
3 fette di cotechino
200 g di polpa di pomodoro
3 cucchiai di lenticchie cotte
3 cucchiai di mollica di pane
1 cucchiaio di formaggio grana
1 tuorlo d'uovo
2 gherigli di noce
verdure per soffritto
noce moscata

Preparate il soffritto per il ragù con un pezzo di cipolla, mezza carota e mezza costa di sedano, o usate un cucchiaio di soffritto già preparato come faccio io. Mettetelo a rosolare in un tegame con un filo d'olio. Con una forchetta, sbriciolate le fette di cotechino e unitele al soffritto. Girate per un minuto poi aggiungete la polpa di pomodoro. Fatelo cuocere per almeno venti minuti, mescolando di tanto in tanto. Se dovesse asciugare aggiungete un po' d'acqua. Nel frattempo preparate il ripieno per i ravioli. Nella ciotola di un robot da cucina mettete le lenticchie, la mollica di pane sbriciolata, il grana, il tuorlo d'uovo, i gherigli di noce spezzati e un pizzico di noce moscata. Azionate il robot per pochi istanti in modo da tritare tutto grossolanamente e amalgamare l'uovo. Tagliate la sfoglia all'uovo con un coppapasta tondo (o in qualsiasi altra forma), mettete al centro una nocciola di ripieno e chiudete con un altro disco: bagnate i bordi e pressateli bene con i rebbi di una forchetta perché non si aprano durante la cottura.
Lessateli in abbondante acqua salata e conditeli con il ragù. Serviteli subito.

mercoledì 14 dicembre 2011

Mini pies di ricotta pere e cioccolato

Ecco un’altra ricetta scaturita dalla necessità di consumare qualcosa che era in frigorifero da un po’. Mi sono accorta che c’erano un paio di pere, ancora buone ma ormai troppo mature.
Quindi, giro di ricognizione per capire cos’altro c’era che poteva essere utilizzato insieme alle pere ed è saltato fuori un rotolo di pasta sfoglia e un po’ di ricotta, il cioccolato non manca mai… insomma ecco come sono nati questi piccoli dolci.

Ingredienti:
per 4 mini pies

2 pere piccole e mature
1 foglio di pasta sfoglia
20 g di gocce di cioccolato fondente
150 g di ricotta
50 g di zucchero
1 uovo
1 pizzico di cannella
burro per ungere 4 stampini da 8 cm di diametro

In una ciotola lavorate 40 g di zucchero e la ricotta con una forchetta. Dividete l’albume dal tuorlo e unite quest’ultimo alla ricotta, mescolando bene il composto. Sbucciate le pere, tagliatele a cubetti e disponenetele in un'altra ciotola. Cospargetele col rimanente zucchero, un pizzico di cannella e mescolate. Stendete la pasta sfoglia e tagliate quattro dischi della misura degli stampini e quattro dischi più larghi di circa tre centimetri. Disponete i dischi grandi all’interno degli stampini imburrati, mettete dentro i cubetti di pera, sgocciolati dall’eventuale succo e le gocce di cioccolato (se non avete le gocce, frantumate del nomale cioccolato). 
Riempite con il composto di ricotta fino a 1 cm dal bordo. Coprite con i dischi piccoli e fate aderire i bordi pigiando con i rebbi di una forchetta. Bucherellate la superficie, cospargete con poco zucchero e infornate, in forno già caldo, a 160°C per 25-30 minuti. Servite quando completamente freddi.

Con questo post partecipo al giveaway di Stefania!

domenica 27 novembre 2011

Tiramisù


E ora che scrivo? Quanto ci sarebbe da dire sul tiramisù! Origini, diffusione, grande bontà… non penso di riuscire a trovare parole originali, quindi lascio la descrizione a wikipedia e vi racconto come lo faccio io, la ricetta classica, quella di famiglia.

Ingredienti:
(per 5-6 persone)

3 uova freschissime
3 cucchiai di zucchero
250 g di mascarpone
200 g di biscotti savoiardi
200 ml di caffè non zuccherato
1 cucchiaio di vino Marsala
2 cucchiai di cacao amaro
1 pizzico di sale

Preparate il caffè e fatelo raffreddare (una moka da quattro tazze dovrebbe essere sufficiente). Sgusciate le uova separando i tuorli dagli albumi in due ampie ciotole. Nella ciotola con i tuorli, versate lo zucchero e con le fruste elettriche montateli fino a che saranno chiari e spumosi. Aggiungete il mascarpone e continuate a mescolare a bassa velocità fino a che sia tutto incorporato e ben amalgamato. Passate alla ciotola con gli albumi: aggiungete un pizzico di sale e, con le fruste elettriche ben pulite, montateli a neve ferma. Unite, ora, i due composti incorporando gli albumi a neve, con un cucchiaio di legno o una spatola in silicone, ai tuorli, mescolando dal basso verso l’alto delicatamente. Mettete il caffè in un piatto fondo e aggiungete il Marsala. Inzuppate leggermente i savoiardi da entrambi i lati nel caffè, disponeteli sul fondo di un contenitore da tiramisù o una pirofila rettangolare e versate sopra metà della crema ottenuta. Ripetete lo strato di biscotti inzuppati nel caffè e coprite con la crema rimanente. Livellate bene e ponete il dolce in frigorifero per almeno un paio d’ore. Poco prima di servire, mettete il cacao in un setaccio o in un colino a maglie fitte e spolverate la superficie del dolce. Servite subito.

domenica 30 ottobre 2011

Torta al cioccolato

Questa torta l’ho fatta un po’ di tempo fa, esattamente capodanno scorso. Cercavo una torta non al cacao ma al cioccolato, da farcire col cioccolato e ricoprire con cioccolato… insomma una roba ultracioccolatosa. Tutta contenta inizio a sciogliere il cioccolato, impastare e attendere davanti al forno sperando in una torta morbida e un po’ “pesantina” di cioccolato. E invece? E’ uscita una torta soffice, leggera, perfettamente lievitata.
Visto che ormai l’avevo promessa, l’ho farcita e ricoperta di ganache. Il risultato non è stato proprio quello voluto ma è stata divorata comunque. Poi l’ho subito rifatta e spolverata semplicemente di zucchero al velo. 
Questa torta l’ho trovata nel blog di Simona (che ringrazio) ed è buona così com’è. È la classica torta che ti fa spalancare la fauci per morderla e poi si scioglie in bocca.

Ingredienti:

200 g di farina
200 g di cioccolato fondente
100 g di burro
100 g di zucchero
100 ml di latte
4 uova
1/2 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
zucchero al velo

Tagliate a pezzetti il cioccolato e fatelo fondere insieme al burro in un pentolino a bagnomaria (o al microonde). Nel frattempo in una ciotola ampia, sbattete le uova con lo zucchero. Quando il cioccolato e il burro sono leggermente raffreddati, uniteli alle uova.

Aggiungete, poi, il latte, la farina con il lievito e il pizzico di sale. Amalgamate tutto bene e versate il composto in uno stampo per dolci di 24 o 26 cm di diametro, imburrato e infarinato o foderato con carta forno (io ho usato uno stampo con bordo apribile di 24 cm). Infornate a 180°C per 30 minuti circa. 

Attendete che la torta si raffreddi prima di sformarla. 
Spolverate con lo zucchero al velo.

Note:
- ottima accompagnata da panna semimontata non zuccherata.
- perfetta la mattina a colazione con il latte.

domenica 2 ottobre 2011

Pancakes

Evviva i pancakes!! E chi se lo immaginava, da piccola, quando vedevo nei films, gli americani che facevano colazione con le “frittelle”, che quelle non erano proprio frittelle ma una delle cose che avrei amato di più nella vita? Ormai ne esistono infinte varianti soprattutto con la frutta e anche salati (che presto vi proporrò). Ma io adoro i classici: alti, buoni, caldi, grondanti di sciroppo d’acero (e ci andrebbe anche un pezzetto di burro in cima a completare il tutto)!
Certo lo sciroppo d’acero non è proprio un ingrediente delle nostre parti quindi sostituitelo (se volete) con del buon miele italiano, millefiori o anche di castagno.
Al posto del solito cornetto e cappuccino, sono un’ottima colazione e un buon modo per non arrivare a metà mattina con il buco allo stomaco e il classico “calo di zuccheri” che ti fa cascare la faccia sulla tastiera del pc (per non parlare della palpebra che cala in piena lezione all’università).
Ecco la ricetta originale tratta da una vecchia edizione di "New Cook Book" (un classico della cucina americana)

Ingredienti:
(per 2 persone)

125 g di farina
15 g di zucchero
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 uovo
240 ml di latte
2 cucchiai di olio di semi

La preparazione è molto semplice: io metto tutti gli ingredienti (tranne il latte) in un contenitore dai bordi alti e impasto con un frullatore a immersione (altrimenti usate una comune frusta e un po' d'olio di gomito). Aggiungo poco per volta il latte fino ad avere un impasto liscio e senza grumi.
Nel frattempo che l'impasto riposa un po', scaldate a fuoco medio un padellino antiaderente (quelli per le crèpes sono perfetti). Quando è ben caldo, ungetelo con un filo d'olio che distribuirete con un pennello o della carta da cucina.

Ora mescolate bene il composto e versatene un mestolino al centro del padellino. Lasciatelo cuocere fino a che non noterete le bollicine sulla superficie, poi giratelo. Dovranno risultare ben dorati da entrambe le parti.
Disponeteli uno sull'altro e aggiungete sciroppo, miele e frutta, etc., secondo i vostri gusti.

note:
- in caso di intolleranza al latte, sostituitelo con latte di soia.
- oltre a sciroppo d'acero, burro, miele e frutta, si possono accompagnare con marmellata, zucchero al velo, panna montata e topping al cioccolato.
- se dovessero avanzare (dubito) anche a merenda sono buonissimi (scaldateli leggermente nello stesso padellino).
- in America sono chiamati anche flapjacks oppure hotcakes.

giovedì 1 settembre 2011

Cantucci alle mandorle


Cena in agriturismo non lontano da Roma, piatti a base carne, funghi e piatti tipici romani e laziali… e alla fine: cantucci col vin santo! Tanto graditi che ho promesso di farli al più presto. E così è stato!
Ma il dubbio sorge spontaneo: i cantucci sono toscani e si mangiano anche nel Lazio? Facciamo un po’ di chiarezza.
I cantucci o cantuccini sono biscotti della tradizione toscana, tipici soprattutto della città di Prato, preparati con le mandorle e a volte aromatizzati con anice. Nel Lazio si chiamano tozzetti e, soprattutto nella provincia di Viterbo, vengono preparati con le nocciole. E ancora troviamo i pepatelli molisani o abruzzesi preparati con il pepe, i piparelli siciliani con il miele e gustati con malvasie o passiti… insomma troviamo varianti sul tema un po’ in tutte le regioni italiane. Sarà che la preparazione è una delle più antiche utilizzate per conservare i prodotti da forno? E sì perché, secondo me, derivano tutti dall’antico “pan biscotto” cioè un pane poco lievitato e infornato due volte (quindi “bis - cotto”): la prima per la cottura e la seconda (in fette) per l’asciugatura che rendeva il pane molto asciutto, conservabile per lungo tempo e facilmente trasportabile (pensiamo ai pescatori che stavano in mare per giorni)… bastava poi inzupparlo in una minestra o in brodo.
Qualunque sia il nome, sono buonissimi!
La mia ricetta di famiglia è con le mandorle (e personalmente uso l’olio al posto del burro). Oltre che con il vin santo provateli con il vino rosso!

Ingredienti:
(per 6 persone)

600 g di farina
300 g di zucchero
80 g di burro
(oppure 80 g di olio extravergine di oliva)
150 g di mandorle
4 uova
1 cucchiaino di lievito per dolci
la scorza grattugiata di un limone
(oppure una bustina di vanillina)

Mettete la farina, lo zucchero e il lievito in un ciotola capiente e create uno spazio al centro (la classica “fontana”). Aprite le uova e versatele al centro della farina.

Unite la scorza di limone, il burro fuso e le mandorle. Cominciate mescolando con una forchetta gli ingredienti al centro della ciotola, poi iniziate a incorporare la farina. Quando l’impasto è abbastanza consistente, tiratelo fuori dalla ciotola e continuate a impastare con le mani sul piano del tavolo.

Dividete l’impasto in tre parti e formate tre “salami” un po’ appiattiti disponendoli su carta da forno in una teglia.

Infornate a 175° C per 35 minuti, controllando che non imbruniscano troppo.

Tirateli fuori, fateli raffreddare leggermente (o usate un guanto da forno) e tagliateli a fette (un po’ oblique) di 1,5 cm circa di spessore.

Rimetteteli in forno per 10 minuti circa, riducendo la temperatura a 160° C.

Serviteli quando saranno completamente freddi.

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